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Neurologia - Neuro Chirurgia

Ernia e Prolasso del Disco Vertebrale

Estrusione Discale Lombare
Prolasso Discale
Mielo TC Protrusione Discale

INDICE ARTICOLI

-  Diagnostica
Emilaminectomia
Postoperatorio

L’ernia del disco è caratterizzata come nell’uomo dalla protrusione o dall’estrusione del materiale discale all’interno del canale midollare, con conseguente compressione del midollo spinale. 

Clinicamente l’ernia del disco nelle razze condrodistrofiche, si manifesta in età giovane adulta (4 anni) con improvvisa paresi più o meno grave degli arti posteriori vale o andatura incerta e scoordinata con deficit di deambulazione nei casi più lievi, o una incompleta paralisi con incapacità assoluta di movimento.

Chi colpisce

Alcune razze canine come il Bassotto, Bouledogue Francese, Bassetthound, Yorkshire, Pechinese, Spaniel, risultano maggiormente predisposte alla patologia anche in età giovanile, poiché presentano una maggior debolezza del rivestimento esterno del disco intervertebrale e quindi sono definite condrodistrofiche.

Tale patologia è comunque presente anche in cani non condrodistrofici, che invece manifestano il problema neurologico da anziani, in questi casi si osserva una “fisiologica” degenerazione del disco dovuta all’età.

I primi segni clinici da tenere sotto controllo sono la reticenza a muoversi, la difficoltà a effettuare soprattutto scale e salti, la cifosi ed in alcuni casi dei veri e propri lamenti con vocalizzazioni per intenso dolore. Ai primi segni è importante agire immediatamente con la terapia medica ed il riposo in gabbia ,in modo da valutare la risposta clinica nelle 24 ore successive per decidere se intervenire chirurgicamente oppure no. 
L’estrusione del disco nel canale vertebrale provoca una compressione midollare che a seconda dell’entità provoca un parziale o totale blocco della normale trasmissione nervosa, con conseguente deficit di tipo motorio a carico degli arti posteriori o raramente di tutti e quattro gli arti e nei casi più gravi perdita della sensibilità dolorifica profonda.
La terapia di emergenza in questi casi prevede la somministrazione di cortisonici ad alto dosaggio per via endovenosa, che grazie al loro potente effetto antinfiammatorio possono in alcuni casi far fronte alla compressione e ristabilire il normale ripristino della trasmissione nervosa.

Più della terapia cortisonica è importantissimo durante tale fase mantenere il paziente confinato in gabbia in modo da limitare il più possibile il movimento e quindi evitare la fuoriuscita di nuovo materiale discale.

La risposta positiva alla terapia deve avvenire nelle 24-36 ore successive, se questo non avviene significa che la compressione è troppo imponente perciò è necessario intervenire chirurgicamente.

Diagnostica

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La radiologia convenzionale da sola fornisce purtroppo scarse informazioni, fondamentalmente serve ad escludere lesioni ossee di altro tipo come fratture o tumori. Per indagare il midollo spinale che non è visibile in una radiografia convenzionale, è invece necessario “colorarlo” con del mezzo di contrasto, tale procedura da effettuarsi in anestesia generale è denominata mielografia.
In alcuni casi si può eseguire direttamente una Tac della colonna vertebrale o una mieloTac, sempre in anestesia generale, tale esame fornisce al chirurgo immagini più dettagliate e precise.

Emilaminectomia

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Lo scopo di questo intervento è decomprimere il midollo spinale creando una finestra dorso laterale alla vertebra da cui si asporta il materiale erniato e risolvendo la compressione sul midollo spinale.

Quando l’ernia interessa invece il tratto di colonna cervicale, l'intervento più utilizzato è denominato Slot Ventrale.

Si crea sempre una finestra per rimuovere il materiale discale e decomprimere il midollo, con accesso però dalla parte ventrale della vertebra.

Postoperatorio

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Nel periodo postintervento è molto importante mantenere a riposo stretto il cane, se necessario con confinamento in gabbia i primi giorni. La terapia medica è caratterizzata dalla somministrazione di farmaci antibiotici, antidolorifici e cortisonici generalmente per i 10-15 giorni successivi alla chirurgia.

Nell’arco della prima settimana si incomincia con la fisioterapia, effettuata a casa dal proprietario o in centri specializzati e si procede incrementando gradualmente la durata e l’intensità degli esercizi.

La ripresa può essere nei casi più gravi molto lenta e la gestione del cane da parte dei proprietari è molto impegnativa in quanto spesso, oltre alla paralisi degli arti si ha incontinenza urinaria e fecale Finché le normali funzioni evacuative non vengono ripristinate è necessario spesso un quotidiano controllo del veterinario.
I tempi medi di ripresa della locomozione sono all’incirca di 3 settimane-1 mese, i cani più pesanti sono chiaramente i più impegnativi e necessitano spesso di maggiori tempi di guarigione.

Nei casi clinicamente più gravi anche se si interviene tempestivamente il ripristino della deambulazione può non avvenire o essere parziale, ovvero possono permanere importanti deficit dell’andatura.

Riluttanza a muoversi

Può essere il primo segno di un'ernia del disco

Guaiti improvvisi

Anche questo rappresenta un segnale importante
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La Clinica Veterinaria CMV è organizzata per poter affrontare in urgenza situazioni acute di paralisi correlate a Ernie o a Prolassi del Disco Vertebrale

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