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Medicina d'urgenza

Avvelenamenti cani e gatti

Metaldeide. Formulazione in granuli.
Aspetto tipico della colorazione della Metaldeide in granuli azzurri

INDICE ARTICOLI

-  Avvelenamento da Rodenticidi

Avvelenamento da Metaldeide

Che cos’è?

La metaldeide è un prodotto chimico comunemente utilizzata come componente principale nei lumachicidi e si presenta tipicamente sotto forma di esche granulari azzurro-verdastre. Tali esche sono nocive sia nel caso vengano ingerite, sia tramite contatto con la pelle.

Come si manifesta

L’effetto della metaldeide è rapido e si manifesta in circa 2-3 ore. In seguito all’accidentale assunzione del prodotto, si osserva una sintomatologia neurologica molto violenta: spasmi muscolari, contrazioni tonico-cloniche, convulsioni, opistotono (irrigidimento con iperestensione del capo e della colonna in un tipico atteggiamento “ad arco”), ipersalivazione, midriasi (pupille dilatate), tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), tachipnea (aumento della frequenza respiratoria), congestione o pallore delle mucose. Tale sintomatologia si aggrava con iperattività se il paziente è sottoposto a stimoli tattili.
Altri elementi caratterizzanti l’assunzione di metaldeide sono la diarrea dal tipico colore verdastro, il vomito dal caratteristico odore di acetaldeide e la grave ipertermia (42-43 C°), che raramente si osserva in corso di altre neurotossicosi o acidosi metabolica.
La diagnosi si effettua tramite accurata raccolta anamnestica, la sintomatologia presente e gli esami da laboratorio.

Cosa fare

L’avvelenamento da metaldeide è una situazione d’emergenza che richiede l’immediato ricovero presso una struttura veterinaria. Ai fini prognostici, infatti, risulta fondamentale iniziare la terapia il più precocemente possibile.
Il trattamento degli avvelenamenti da lumachicidi è sintomatico e non esiste alcun antidoto preciso.
In base alle condizioni dell’animale e qualora l’ingestione fosse avvenuta entro un paio d’ore si può provocare il vomito e effettuare una lavanda gastrica.
Come in ogni emergenza tossicologica sarà importante assicurarsi che le funzioni vitali dell’animale siano conservate. 
Per il controllo delle crisi convulsive si somministrano sedativi. Qualora ciò non fosse sufficiente a placare gli effetti del veleno sul sistema nervoso, si induce il paziente in anestesia generale. 
Una volta stabilizzato l’animale, saranno prestate cure mediche di supporto, scelte in base agli esami di laboratorio effettuate e mirate per lo più a limitare le gravi conseguenze che la metaldeide può avere a livello epatico (cirrosi, insufficienza epatica) e renale (insufficienza renale).

La prognosi è strettamente legata allo stato clinico dell’animale e alla rapidità d’intervento ma risulta generalmente buona negli animali che sopravvivono 24 ore dall’assunzione del tossico.

Avvelenamento da Rodenticidi

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Che cos’è?

I rodenticidi sono il principale strumento di lotta nei confronti di topi e ratti. I prodotti più diffusi in commercio, facilmente reperibili sottoforma di esche in grani, polveri o paste, sono derivati da dicumarolo o cumarine (warfarin e cumarina). 
Questi principi attivi sono noti per la loro azione anticoagulante, ovvero, alterano i meccanismi che regolano la coagulazione del sangue, deteriorano i capillari e causano la morte per emorragie interne.
L’ingestione accidentale dei prodotti topicidi, di carogne di roditori avvelenati o dolosa, è un’eventualità purtroppo abbastanza frequente negli animali da compagnia.

Come si manifesta

In base al quantitativo ingerito, alla concentrazione o dose letale contenuta nell’esca e al periodo trascorso, si possono osservare manifestazioni cliniche differenti. 
I segni clinici dell'avvelenamento possono essere vaghi e comuni a molte altre patologie e possono insorgere anche ore o giorni dopo l'esposizione alla sostanza tossica. E' per questo motivo che risulta importantissimo fornire al medico veterinario tutte le informazioni possibili che riguardano la storia del nostro animale sia recente che remota. 
L’animale avvelenato presenta abbattimento, anoressia, prostrazione, pallore delle mucose, facile affaticabilità. Altri sintomi, compatibili con emorragie a seguito di traumatismi anche di lievi entità (normali movimenti dell’animale), sono ematomi superficiali variamente localizzati, ematuria (sangue nelle urine), melena (sangue nelle feci), epistassi e ancora, se coinvolto il sistema nervoso, convulsioni, paresi e/o paralisi. La morte improvvisa può avvenire in seguito a emorragie cerebrali, pericardiche, intratoraciche o addominali.

Cosa fare

Per affrontare al meglio un'emergenza tossicologica bisogna tempestivamente recarsi presso una struttura veterinaria.
La diagnosi si effettua tramite la raccolta anamnestica, la sintomatologia presente e, soprattutto, attraverso gli esami di laboratorio e il profilo coagulativo, che risulteranno più o meno alterati a seconda della gravità dell'avvelenamento.
Dopo aver valutato l’integrità delle funzioni vitali dell'animale, si provvederà a eliminare il veleno, a somministrare eventuali antidoti e fornire le cure di supporto.
Nel caso la sostanza sia stata appena ingerita è fondamentale indurre il vomito, salvo che si tratti di un animale fortemente depresso. Qualora ciò non fosse possibile, si esegue una lavanda gastrica, che può ridurre l'assorbimento della sostanza tossica se effettuata entro 2-3 ore dall'ingestione.
La somministrazione di un antidoto dovrebbe essere effettuata il prima possibile, ma solo dopo la stabilizzazione del paziente e l’eliminazione della fonte di avvelenamento.
La terapia per questo tipo di avvelenamento prevede la somministrazione di VITAMINA K per almeno 3-4 settimane. Può essere utile , nei casi più gravi, sottoporre l’animale ad una trasfusione di sangue in modo da fornire immediatamente fattori della coagulazione e piastrine nell’attesa che la vitamina K somministrata inizi a produrre i suoi effetti (sono necessarie dalle 12 alle 24 ore). 
E’ inoltre necessario, soprattutto nei primi giorni di terapia, confinare il cane o il gatto in luoghi tranquilli e sicuri, evitando che possa subire traumi che vadano ad aggravare le emorragie presenti.

La prognosi è strettamente legata alla situazione clinica dell'animale, agli esami clinici, al profilo coagulativo e alla rapidità di intervento.

Viganò F. e Colombo A.: “Avvelenamenti”. Da “Medicina d’urgenza e terapia intensiva del cane e del gatto” di Viganò F., Ed, Elsevier, 2004.

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