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Vaccinazione del Cane

La vaccinazione è sicuramente lo strumento più efficace per prevenire l'insorgenza di numerose malattie infettive che colpiscono frequentemente i nostri amici a quattro zampe. Inizialmente è il latte materno con il colostro, ricco di anticorpi, a proteggere il cucciolo. Purtroppo la protezione con gli anticorpi materni dura solo per i primi mesi di vita per cui in questo periodo è necessario iniziare il programma di vaccinazioni; ciò per assicurare che, una volta svanita la protezione degli anticorpi materni, il cucciolo possa aver sviluppato la propria immunità.

Il programma vaccinale riservato ai cani si basa fondamentalmente sulla prevenzione per le seguenti malattie: 

- Cimurro
- Epatite Infettiva 
- Parvovirosi
- Leptospirosi

Non viene considerata la Tracheobronchite infettiva perché, nonostante la componente virale sia contenuta in tutti i vaccini oggi in distribuzione, questi non riescono a garantire un’adeguata protezione contro questa comune infezione virale e secondariamente batterica. 

Il Cimurro è una malattia virale che si manifesta inizialmente con sintomi respiratori e diarrea.
A questo segue la fase neurologica che si può manifestare anche dopo alcune settimane e, in alcuni casi, anche dopo mesi. La forma neurologica del Cimurro è profondamente invalidante e ha spesso un esito letale.  

La parvovirosi è una gastro-enterite infettiva. 
L’esordio è contrassegnato da depressione, perdita dell’appetito e febbre. A questo segue la fase propriamente intestinale con vomito e diarrea emorragica.  
L’inappetenza, il vomito e la dissenteria emorragica possono causare una rapida disidratazione che può portare alla morte del cucciolo.
La malattia si trasmette con le feci e ha un decorso acuto di 5-7 giorni.
A differenza del Cimurro, la Parvovirosi è molto contagiosa. 
Gli ambienti dove hanno soggiornato soggetti malati possono rimanere infetti per 4 o 5 mesi se non vengono adottate le opportune procedure di disinfezione.

L'Epatite Infettiva canina è una malattia virale che colpisce soprattutto i cuccioli. Si manifesta con grave apatia e disappetenza. Caratteristico è il cosiddetto occhio “Blu” che accompagna la fase iniziale della malattia.

La Leptospirosi è una malattia batterica che coinvolge in primo luogo  fegato e/o  reni. L’infezione  si trasmette al cane tramite l’urina di animali malati, principalmente del topo che è portatore di questo germe. Le urine degli animali malati a loro volta possono rappresentare un potenziale pericolo anche per l’uomo.

La prima vaccinazione nel cucciolo va effettuata tra le 6 e le 8 settimane di età.
Normalmente devono essere praticati due o tre richiami a distanza di 3 o 4 settimane l’uno dall’altro.
Per evitare che ci siano interferenze con l’immunità materna, soprattutto per la Parvovirosi, è importante che il programma vaccinale non venga terminato prima dei quattro mesi di età.

Il programma di vaccinazione del cane adulto prevede richiami annuali ad eccezione della leptospirosi per cui è consigliato il richiamo semestrale. Questo vale soprattutto se si tratta di animali più esposti al rischio di infezioni (animali che vivono in campagna o all’aperto, cani da caccia, cani che vanno spesso in passeggiata). Nei cani anziani e nei cani debilitati o malati il Veterinario valuterà di volta in volta rischi e benefici. In ogni caso l’appuntamento per il richiamo vaccinale rappresenta un’ottima occasione per un controllo accurato del nostro animale!

Al programma vaccinale di base deve essere aggiunto la vaccinazione contro la Rabbia se il nostro animale si reca all’estero, partecipa ad esposizioni canine o qualora gli organi di Polizia Veterinaria, verificato il rischio di diffusione della malattia, la rendano obbligatoria. 

A tutt’oggi non esistono cure per la Rabbia, questo vale sia per il cane che per l’uomo.
La Rabbia è una malattia che può essere prevenuta con la Vaccinazione ma non curata. 
Dal momento in cui la malattia si manifeste con i primi sintomi l’esito è sempre fatale. 
La malattia si trasmette all’uomo tramite la saliva infetta degli animali.
Così anche il cane trasmette all’uomo la malattia.
Va detto che il virus non è in grado di superare la cute integra quindi non è sufficiente che un animale malato ci lecchi perché si contragga la malattia. E’ necessario che ci sia una soluzione di continuità della pelle come una ferita aperta oppure attraverso un morso che laceri la cute, generando la condizione per l’ingresso del virus.

La Rabbia è tuttora presente in alcune parti del mondo e la presenza della malattia non dovrebbe mai essere sottovalutata.
Gli animali selvatici rappresentano un serbatoio del virus per cui, qualora si rinvengano animali morti accidentalmente, le autorità competenti possono decidere di procedere ad accertare l’eventuale presenza del virus della Rabbia. Questo al fine di evitare che si possa verificare il passaggio dagli animali selvatici a quelli domestici e da questi all’uomo.
Tutto questo spiega perché in caso di rischio di malattia gli organi di Polizia Veterinaria possano adottare procedure restrittive e rendere obbligatoria la vaccinazione per determinati periodi.

Ogni paese adotta una normativa propria circa la ricorrenza dei richiami vaccinali per la Rabbia.
In Italia è normalmente richiesto il richiamo annuale per la maggior parte dei Vaccini presenti in commercio. La Svizzera richiede il richiamo biennale. 
Alcuni paesi richiedono anche la titolazione degli anticorpi vaccinali a conferma che la vaccinazione abbia indotto l’effettiva immunizzazione dell’animale.

A far fede dell’esatto adempimento del programma vaccinale e dei successivi richiami, il medico Veterinario rilascia il Libretto Sanitario dove vengono registrate tutte le vaccinazioni eseguite.
Nel caso si decida di portare all’estero il nostro cane l’Asl Veterinaria di competenza, accertata la presenza del microchip e la corretta somministrazione del Vaccino Antirabbico, rilascia il Passaporto Internazionale che sostituisce a tutti gli effetti il Libretto Sanitario.
 

 

Dott.ssa Simona Frullini
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