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Filariosi Cardiopolmonare e Strongilosi Polmonare

La filariosi cardiopolmonare è una patologia presente in tutto il mondo e da anni è molto diffusa anche in Italia, con zone particolarmente  “calde” come la pianura Padana, non bisogna tuttavia abbasare la guardia anche nelle altre regioni.

Tale patologia è causata dalla Dirofilaria Immittis, un verme tondo (nematode) che  può essere inoculato in forma larvale nel sottocute dei nostri animali domestici da numerose specie di zanzare (almeno 60 in tutto il mondo) durante il pasto di sangue. Le forme larvali si fanno strada poi nel torrente circolatorio, in circa 6-7 mesi si trasformano in vermi adulti e vanno a vivere nel circolo polmonare e nel cuore. 
I maschi raggiungono circa 17 cm di lunghezza, mentre le femmine possono arrivare fino a 30 cm.
Perchè la Dirofilaria sia infestante, occorrono temperature ed umidità ambientali adeguate ( 10 giorni a 27° C o 20 giorni a 20,5° C), per questo motivo questa patologia viene, in Italia, considerata una patologia estiva, ma le condizioni climatiche degli ultimi anni hanno fatto sì che i nostri amici a quattro zampe siano a rischio  contagio da maggio fino a novembre.

Come è possibile evidenziare dalle mappe riportate di seguito, la distribuzione della malattia tra il 2001 ed il 2011 ha subito numerosi mutamenti e molte aree Europee considerate esenti, sono oggi considerate endemiche. Le cause vanno ricercate nei consistenti cambiamenti climatici, nella mobilitazione sempre più frequente di animali e nella scoperta di nuove specie di mosche in grado di trasmettere la malattia. 

In Italia l’area più colpita è quella della Valle del Pò, dove l’incidenza dei pazienti non sottoposti a trattamenti preventivi risulta tra il 50 e l’80% (Genchi et al., 2001).
Il periodo di trasmissione della malattia coincide con il periodo di attività dell’ospite intermedio  ( Maggio/ Ottobre): durante un pasto di sangue la zanzara immette nel torrente circolatorio il parassita in forma larvale (L3); la larva subisce due mutazioni e si trasforma nell’adulto che si localizza a livello cardiaco (ventricolo destro) e soprattutto a livello dell’arteria polmonare dove si moltiplica producendo una nuova generazione di larve. Le larve saranno ingerite dall’ospite intermedio (zanzara) che ne garantirà la maturazione da larve L1 (microfilarie) ad L3. 

La filariosi presenta 4 differenti stadi clinici: mentre nei primi due stadi i quadri clinici risultano lievi e spesso completamente reversibili, negli ultimi due stadi si assiste ad alterazioni permanenti che conducono spesso a morte i nostri pazienti, nonostante le cure fornite. La gravità del quadro clinico è legata all’entità dell’infestazione (numero di parassiti) ed alla dimensione dei parassiti stessi. Il danno è infatti un danno meccanico e irritativo a livello delle arterie e delle arteriole polmonari. 
 

Comparison of geographical distribution in Europe of heartworm disease observed in dogs between 2001 and 2011. Endemic areas (Red). Sporadic cases reported (Pink)

Gravità della Patologia

La gravità della patologia dipende dal numero di parassiti che si localizza nel circolo polmonare, dalla loro migrazione che può raggiungere il cuore destro, dalla durata dell'infestazione e dalla risposta dell'animale al parassita. 

Il danno che creano le Filarie è duplice: sia meccanico diretto sulle arterie polmonari e  cuore, sia attraverso la liberazione da parte dell'organismo di sostanze proinfiammatorie che causano polmoniti, arteriti, vasocostrizione e fibrosi vascolare

Per i motivi sopra elencati la sintomatologia è molto variabile: ci sono soggetti nelle prime fasi assolutamente asintomatici, altri che presentano sintomatologia lieve come tosse saltuaria e maggior affaticabilità e altri ancora, nelle fasi più avanzate, che si presentano alla visita per dimagramento progressivo, forte tosse, gravi difficoltà respiratorie, intolleranza allo sforzo e svenimenti. 

Per avere una diagnosi certa, oltre ad una visita oculata, è necessario eseguire esami del sangue specifici (test antigenico e test di Knott), che rilevino la presenza effettiva dei parassiti. Una volta accertata la positività al parassita, prima di trattare è buona norma eseguire esami diagnostici più approfonditi (radiografie del torace, ecocardiografia e esami ematologici) per poter stadiare la patologia e poi curarla al meglio. 

La filariosi cardiopolmonare è una patologia più semplice da prevenire, piuttosto che da curare, basta infatti eseguire la profilassi da maggio a novembre attraverso compresse o tavolette appetibili e gocce spot on da somministrare mensilmente oppure attraverso una puntura da eseguire all'inizio della stagione calda.

Tutte le molecole utilizzate hanno la funzione di uccidere le forme larvali del parassita, inoculate nella cute del cane, prima che possano trasformarsi nelle forme adulte ed andare a vivere nei polmoni e nel cuore.

Prima di iniziare la profilassi è consigliabile eseguire un test in tutti quei soggetti con età superiore ai 7 mesi che sono nati nel periodo compreso tra maggio ed ottobre, in coloro che non abbiano mai eseguito la profilassi o che non l’abbiamo fatta correttamente ed ogni 3 anni anche in tutti quei soggetti trattati con regolarità.

I sintomi clinici sono generalmente cronici e progressivi e sono rappresentati da: tosse, intolleranza all'esercizio fisico, difficoltà respiratoria di entità sempre più marcata e negli stadi terminali svenimenti, ascite e dimagrimento marcato.  
Segni acuti possono insorgere improvvisamente durante la fase cronica della malattia in seguito a tromboembolismo secondario alla morte spontanea dei vermi. Questo evento sarà caratterizzato da una grave forma di dispnea acuta con frequente emottisi ed esiti sovente fatali. 

STRONGILOSI POLMONARE

Negli ultimi tempi è emersa una patologia parassitaria polmonare spesso sottovalutata e sotto diagnosticata, causata da un verme tondo chiamato Angiostrongilus Vasorum.

La strongilosi è una patologia diffusa in tutta Europa ( Francia, Spagna, Danimarca, Regno unito, Svizzera, Germania, Grecia ed Italia) e colpisce sia i cani che i gatti, che rappresentano gli ospiti “definitivi” di questo parassita.
Viene contratta tramite l’ingestione di ospiti così detti “intermedi”, come le lumache o le rane nelle quali albergano le larve, che una volta ingerite, migrano attraverso l’intestino nel circolo portale raggiungendo il fegato per poi, attraverso il circolo sistemico cavale raggiungere il cuore ed i polmoni, luogo in cui si trasformano in adulti.
Questi ultimi, che raggiungono lunghezze fino a 25 mm, producono uova che passano nella cavità alveolare e liberano larve, che vengono, attraverso gli accessi di tosse, espulse, deglutite ed eliminate poi con le feci ed ingerite nuovamente dalle lumache.
Rendersi conto se il nostro amico a quattro zampe abbia contratto la Strongilosi polmonare non è semplice, infatti benché la tosse, la difficoltà respiratoria e l’intolleranza all’esercizio siano tra i sintomi maggiormente descritti, la sintomatologia è spesso variabile e può manifestarsi non solo con segni respiratori più o meno gravi, ma anche con segni neurologici, alterazioni della coaugulazione e sintomi ascrivibili ad un problema cardiovascolare.
Spesso, se non diagnosticata in tempo, può essere una patologia fatale.
Per diagnosticare questa patologia esiste un particolare esame delle feci (Baerman), che rileva le larve ed un recente test da eseguire sul sangue, che mira a cercare gli antigeni del parassita adulto.
Per eseguire poi una stadiazione della patologie e fornire una prognosi, ci si avvale di una serie di esami diagnostici complementari, quali esami ematobiochimici, profilo coaugulativo, radiografie del torace ed ecocardiografia.
Oltre alle terapie di supporto da instaurarsi tempestivamente a seconda della sintomatologia manifestata dai nostri animali, esiste una terapia antiparassitaria specifica per eliminare questi parassiti. La prima scelta in assoluto è un farmaco, il fenbendazolo, che viene somministrato per bocca per una durata che varia dai 5 ai 21 giorni.
E’ importante sapere che, come per molte patologie parassitarie, la prevenzione è la miglior cura. Esistono infatti farmaci spot-on o ad uso orale, che prevengono l’infestazione di cani e gatti da parte degli Strongili.

Dott.ssa Chiara Arnaboldi
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