TPLO (Tibial Plateau Leveling Osteotomy - Osteotomia livellante del piatto tibiale)

Che cos’è la TPLO?
La TPLO è un’innovativa tecnica chirurgica veterinaria atta a risolvere le zoppie dell’arto posteriore, secondarie alla rottura del legamento crociato anteriore del cane. Innovativa perché rispetto alle vecchie tecniche chirurgiche esistenti, mutuate dalla medicina umana, tale tecnica è esclusiva della medicina veterinaria; con questo intervento non si ricostruisce il legamento crociato ma si modifica la biomeccanica del ginocchio rendendo inutile la funzione del legamento. Qui di seguito verranno riportati brevi cenni di anatomia, clinica, diagnostica e una più dettagliata spiegazione dell’intervento chirurgico vero e proprio.

Figura 1: Anatomia normale A Femore; B Menisco; C Tibia; D tarso; E tendine di Achille; F piatto tibiale
Figura 2: Legamento crociato integro A Legamento crociato anteriore; B Legamento crociato posteriore
Figura 3: Legamento crociato rotto A Legamento crociato anteriore rotto B legamento crociato posteriore integro
Figura 4: ginocchio umano, si nota l’angolazione del piatto tibiale che risulta essere inferiore a quella del cane, pari cioè a circa 5-6 gradi. Per questo motivo la rottura del legamento crociato dell’uomo è prevalentemente traumatica
Figura 5: immagine radiografica di ginocchio umano si nota anche in questo caso la minima inclinazione del piatto tibiale.

Il legamento crociato
Il legamento crociato è un legamento intrarticolare (Figura 2), formato da una banda anteriore e una posteriore che collegano il femore alla tibia. La porzione di tibia che prende contatto con il femore, con interposizione dei menischi, viene chiamata piatto tibiale; questa superficie presenta una diversa inclinazione angolare a seconda della specie e della razza a cui appartiene il soggetto in questione.

A differenza dell’uomo che presenta un piatto tibiale poco inclinato (Figura 4 e 5) e in cui la rottura del legamento crociato è prettamente traumatica (in particolare negli sportivi) il cane va incontro più spesso ad una rottura patologica o meglio secondaria a microtraumi e stress ripetuti nel tempo.

Due sembrano essere le cause predisponesti alla rottura del legamento crociato: un’eccessiva inclinazione del piatto tibiale ed una debolezza insita nella struttura microscopica del legamento, la cui origine sembra essere genetica.

L’eccessiva inclinazione del piatto tibiale provoca lo slittamento anteriore della tibia e di conseguenza un notevole aumento di tensione sul legamento stesso (Figura 3) e di conseguenza un’abnorme trazione sul legamento crociato che, dovendo pertanto sopportare un carico maggiore e anomalo, s’indebolisce fino a usurarsi e quindi rompersi.

Figura 6: Dobermann
Figura 7: Cane Corso

Quali cani sono più a rischio?
La conformazione del piatto tibiale non è uguale in tutti i cani, alcune razze con i così detti arti stangati sembrano essere infatti maggiormente predisposte: Dobermann, Akita Inu, Cane Corso, Rottweiler, Pittbull, Dogo Argentino (ecc…) a seguito di un piatto tibiale molto inclinato (Figura 6 e 7).
Tuttavia non è da escludersi la rottura del legamento crociato, su base traumatica, anche in altre razze di cani in particolar modo cani da lavoro e sportivi, come ad esempio il Pastore Tedesco, cani da caccia e Levrieri.

Diagnosi
La diagnosi di rottura del legamento crociato si ottiene con una visita clinica con cane sveglio o sedato ed eventuale radiografia dell’arto.
Clinicamente si osserva solitamente una zoppia marcata, a volte con appoggio in punta (i cagnolini piccoli possono presentare una deambulazione su 3 zampe, quindi con mancato appoggio), il ginocchio inoltre risulta gonfio e dolente. Il test clinico maggiormente indicativo per la rottura del legamento crociato è il test del cassetto che rende visibile l’instabilità dell’articolazione.
Il veterinario esegue la manovra afferrando con una mano il femore e con l’altra la tibia ed osservando quindi se esistono movimenti di slittamento tra le due ossa. Nella maggior parte dei casi viene effettuato in sedazione poiché la contrazione muscolare dovuta anche al dolore può nascondere lìinstabilità. Contestualmente al test del cassetto, si procede con lo studio radiografico di entrambe le ginocchia. Una proiezione mediolaterale normale e una “stressata” per valutare anche radiograficamente lo slittamento anteriore della tibia. La radiologia consente inoltre di valutare la presenza o meno di alterazioni artrosiche stabilendo quindi la cronicità della patologia.

Figura 8: immagine radiografica preoperatoria
Figura 9: immagini radiografiche postoperatorie, proiezione laterale
Figura 10: immagine radiografica postoperatoria, proiezione sagittale

Chirurgia
Come già accennato, in passato la rottura del legamento crociato veniva risolta mediante il posizionamento di una protesi, che svolgesse la funzione del legamento crociato e stabilizzasse quindi il ginocchio. Tuttavia tali tecniche hanno dimostrato un’elevata incidenza di insuccessi e complicazioni soprattutto nei cani pesanti.
Con la TPLO invece si mira a riportare il piatto tibiale ad un angolo fisiologico (quindi meno inclinato) in modo che il legamento crociato, ormai rotto, non sia più necessario alla normale biomeccanica del ginocchio.
La correzione dell’angolo tibiale viene ottenuta mediante un’osteotomia: si crea una frattura curvilinea della tibia prossimale, il moncone così ottenuto viene ruotato fino a raggiungere l’inclinazione tibiale desiderata; si procede infine a fissare con placca e viti i due segmenti ossei. In questo modo la tibia non scivola più anteriormente ed il ginocchio ritrova la sua stabilità (Figura 9 e 10).
Nel periodo pre e post operatorio vengono somministrati farmaci antidolorifici e antinfiammatori che riducono il dolore e l’infiammazione secondaria alla chirurgia.

Cure Postoperatorie
Per la prima settimana dopo l’intervento vengono prescritti farmaci antibiotici e antidolorifici.
Il periodo postoperatorio è critico e impegnativo per il cane, ma soprattutto per il proprietario che deve gestire correttamente la ripresa dell’attività fisica in modo lento e graduale.
Durante il primo mese infatti, l’attività fisica deve essere ridotta al minimo: il cane va tenuto confinato in uno spazio ristretto, sono permesse solo brevi passeggiate al guinzaglio di pochi minuti per l’espletamento delle funzioni organiche mentre vanno assolutamente evitate lunghe passeggiate, corse, scale e scatti. Il cane in questa prima fase non deve essere mai lasciato libero.
Dopo 30 giorni dall’intervento si effettua una radiografia di controllo per valutare il grado di guarigione ossea e se tutto va bene riprenderà gradualmente l’attività fisica normale.

Figura 11: TPLO schema A asse tibiale; B placca; C asse del piatto tibiale. La freccia indica la direzione della rotazione
Figura 12: Preparato anatomico per TPLO in cui si nota la placca in sede con rotazione del piatto tibiale

Vantaggi
I vantaggi di questa tecnica sono numerosi: una rapida ripresa funzionale dell’arto, è la tecnica d’elezione per i cani di grossa taglia che, con le tecniche precedenti, rischiavano spesso il cedimento della protesi; riduce notevolmente il dolore in quanto modificando la biomeccanica del ginocchio la trazione sul legamento lesionato viene subito alleviata; infine l’incisione chirurgica posta sulla faccia interna del ginocchio rende la cicatrice poco visibile (Figura 11 e 12).

Svantaggi
Principalmente è necessaria un’attenta collaborazione con il proprietario, in quanto determinando l’intervento una frattura della tibia, se il cane non viene tenuto confinato e controllato, l’eccessivo movimento può comportare il cedimento della placca con inevitabile frattura dell’osso.
Un ulteriore svantaggio è che essendo una tecnica specialistica che richiede una strumentazione particolare ha inevitabilmente un costo sueriore alle tecniche precedentemente adottate.

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